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lunedì 3 febbraio 2020

Recensione | Storia della nostra scomparsa di Jing-Jing Lee



Non c'è proprio limite all'orrore umano e questo libro ne è un'ulteriore prova. 
Non conoscevo la storia delle donne comfort, e non preoccupatevi troppo se non la conoscevate neanche voi: le forze politiche giapponesi hanno fatto in modo che non trapelassero troppe informazioni a riguardo pure nei loro territori! Poi, come sempre, c'è la paura e la vergogna delle vittime, che vengono sopraffatte, di nuovo, dall'ignoranza della gente e quindi isolate e ridotte al silenzio. 
Il risultato è una grave omissione storica, l'assenza di giustizia per chi ha subito i soprusi, l'incomprensione e l'inconsapevolezza generale.
Per il Giorno della Memoria è normale e giusto leggere dell'Olocausto degli ebrei, dei campi di concentramento, dei soprusi dei nazisti e dei fascisti, ma proprio perché è un giorno del ricordo è importante non dimenticare tutti gli altri
In questo post vi racconto la mia lettura e ciò che ho provato nel leggerla.





Titolo: Storia della nostra scomparsa
Autrice:Jing-Jing Lee
Traduzione di S. Tummolini
Categoria: Narrativa asiatica
Casa editrice: Fazi
Anno di pubblicazione: gennaio 2020
Pagine: 399
Prezzo: 9.00 € Ebook - 14.45 € Brossura






Questa è la storia delle comfort women


Wang Di è una ragazza di 16 anni, molto povera, che vive con i suoi genitori e i suoi due fratelli in un villaggio vicino Singapore, dove sopravvivono vendendo uova e verdura del loro misero orto. La guerra è una pallida cornice nelle vite arrangiate di queste famiglie, che mandano a scuola i maschi ma non le femmine.


Mi ricordai con quanta sufficienza mio padre aveva detto che le figlie tocca darle via, mentre il nome della sua famiglia, per fortuna, sarebbe continuato con Yang e Meng. Per i miei genitori - specie nei momenti di massima disperazione e povertà - ero sempre stata inutile. E a disposizione.


Alle figlie tocca trovare marito cosicché lascino la casa paterna e smettano di essere un peso. Ma non saranno certo loro a scegliere con chi passeranno la vita, né a decidere del proprio destino. Così, un giorno, gli invasori giapponesi arrivano con i loro camion e le loro divise insanguinate e prelevano in massa le ragazze dei villaggi per portarle chissà dove. Non importa che siano sposate e con figli, che abbiano 14 o 18 anni, nessuno chiede chi siano e se vogliano "prestare servizio" per il paese, come qualcuno ha poi stupidamente affermato.

Nella casa bianca e nera, Wang Di e le altre rimarranno rinchiuse per anni in una celletta piccolissima, con scarse razioni di cibo, poca igiene e cure mediche, tanta paura e tantissimi soldati da "confortare" giorno dopo giorno. L'unica consolazione che avranno sarà la falsa illusione che la loro sofferenza fornirà i soldi per le loro famiglie, ma una volta a casa scopriranno quanto sia stata vana.


Quando ero nella mia cella mi consolavo pensando che il mio soggiorno lì dentro avrebbe dato un po' di sollievo alla mia famiglia, assicurandole del denaro prezioso per procurarsi cibo e medicine. Che lì dentro, almeno, sarei servita a qualcosa. [...] 
Mi ero punita per niente, allora? Avevo fatto tutta da sola? Come avrei potuto spiegare ciò che avevo fatto, se non l'avevo fatto per la mia famiglia.


Dopo la guerra Wang Di ritorna a casa con l'orrore addosso. Nonostante cerchi di allontanarlo ormai è marchiata. Anche la sua famiglia non riesce a starle più vicino. Alla crudeltà della guerra si aggiunge l'ignoranza della gente.


La frase che sussurravano appena voltava le spalle: "É una donna di conforto". Come uno schiaffo in faccia; come rinchiuderla in uno sgabuzzino. Certi dicevano che l'aveva fatto per soldi. Che voleva trovarsi un marito. Che aveva fatto la vita facile.


Wang Di non dirà a nessuno ciò che le capitò dopo il rapimento, neanche al Vecchio, suo marito. Ma dopo la morte di quest'ultimo molti ricordi vengono a galla e i segreti acquistano nuova forza. 
Ad alleggerirle la coscienza sarà il giovane Kevin, un ragazzino impacciato e bullizzato dai suoi compagni, che dopo la morte della nonna scopre un'incoffessata storia familiare che lo accompegnerà indietro nel tempo alla scoperta della storia.


Le atrocità del passato e le sicurezze del presente


Assimilare una storia simile è stato difficile e straziante. Viviamo in un periodo comunque complesso e contorto, ma nel quale possiamo dare per scontati il nostro potere decisionale, la nostra posizione nella società e nella famiglia, il progresso futuro di ciò che ancora non va, e tante altre cose che forse neanche ci vengono più in mente. 
Pensare alla vita spezzata di queste ragazze, senza uno straccio di motivo, senza una giustizia postuma, senza la compassione necessaria nel momento del ritorno, è pesante.


Punti di vista e stile 


Il libro si snoda in due momenti principali: durante il periodo della guerra e i giorni nostri. Il punto di vista cambia da una Wang Di in prima persona durante gli anni del sequestro a una Wang Di in terza persona da anziana, inframezzati da quello del piccolo Kevin che ricerca la verità su sua nonna e intanto prova a sopravvivvere nei duri anni della pre-adolescenza. 

Quello che mi è piaciuto dello stile dell'autrice è che non scade mai nel patetico e nel pietoso. Le ragazze mantengono tutte una certa dignità nel loro comportamento, pur remissivo e angosciato com'è in uso nei paesi orientali. Quasi sicuramente è un modo di dare forza e fierezza a queste donne che hanno sacrificato tutte se stesse senza un minimo riconoscimento. 
Ho poi molto apprezzato il fatto che i dettagli non sono morbosi e ciò che avvenne in quella sorta di bordelli illeciti sono solo abbozzati e poco raccontati. Sarà il lettore ad arrivare là dove le parole non riescono a spingersi.



Una storia che ha viaggiato attraverso il tempo


Storia della nostra scomparsa parla della sopraffazione e dei torti subiti e mai riparati. Unisce il triste destino di molte donne (secondo fonti storiche forse 200 mila furono le comfort women) in mano all'esercito nipponico durante la seconda guerra e lo conduce ai giorni nostri per dargli una degna commemorazione. 

I fatti raccontati sono stati liberamenti ispirati alle donne della famiglia del'autrice e fanno davvero arrabbiare. Ma è importante conoscere di queste nefandezze, ci ricorda che l'indipendenza e la libertà di cui possiamo godere oggi passa dal scrificio di donne un altro tempo ma uguali a noi, che non ebbero possibilità di opporsi al loro triste destino, ma continuarono comunque a resistere.



martedì 28 gennaio 2020

Trovare il tempo per leggere: i metodi che funzionano (con me)


“Le condizioni in cui leggiamo al giorno d’oggi non sono più quelle di 50 anni fa e nemmeno di 30. I momenti dedicati alle letture serie te li devi conquistare e programmare”.
Tim Parks


Troppe ore di lavoro, faccende domestiche in momenti improbabili, richieste familiari improrogabili, amiche in cerca di aiuto psicologico, crollo emotivo e fisico la sera sul divano, il cane da portare giù... e niente tempo per leggere!

Ritgliarmi momenti sacri di lettura - quella di tipo assorta e prolungata - è diventata una vera impresa. Anni fa, durante la scuola o l'università, rimanevo anche un intero pomeriggio fissa su un romanzo. In uno o due giorni terminavo la lettura, che era stata talmente concentrata da avermi fatto immedesimare con ogni fibra del mio corpo nella storia narrata. Poi riuscivo anche a scriverci su la recensione, a uscire con gli amici, a studiare e a lavoricchiare per tirare su qualche soldo. In una giornata si concentravano tante attività, tutte diverse e tutte ugualmente portate avanti con slancio e vitalità!

Erano anni abbastanza sereni e il mio modo di leggere era davvero prezioso e autentico. Non andavo in cerca di ritagli di tempo: leggevo perché era ciò che volevo fare in quel preciso momento e perché era fondamentale che lo facessi, come parte integrante del mio processo di crescita. Pertanto, leggere era un'attività vera e proprio della mia giornata e non solo un passatempo opzionale. Riuscivo a farlo praticamente sempre: mattina presto a colazione, davanti la tv accesa, sui mezzi pubblici, sdraiata sul divano, la sera tardi quando tutti dormivano, nei giorni afosi e in quelli uggiosi. Cioè sempre e sempre con la stessa intensità di coinvolgimento. 


Il mio tempo ora

In questo periodo, invece, le cose sono un po' diverse: lavoro in un negozio, che per quanto non abbia un flusso continuo di gente, comunque non mi riesce a dare quello spazio, anche solo di una mezz'ora piena, per leggere. Arrivo a casa all'ora dei pasti e non apro di certo un libro. Porto giù il peloso e scambio quattro chiacchiere con il moroso, e anche qui non c'è tempo per il libro. La sera, appena dopo mangiato, mi imbambolo davanti la tv o il computer senza concentrarmi né sull'uno né sull'altro, perché sento la necessità di staccare la spina dell'attenzione e di non pensare a niente.
Insomma, c'è poco tempo libero, sopratutto disinteressato, e quelle occasioni senza scopo alcuno preferisco passarle staccando decisamente il cervello! 


Non ho tempo per leggere: Falso!

Alla fine mi sono detta che non avevo più il tempo per leggere. Che anche quando prendevo in mano un libro o un ebook non era lo stesso che leggere in modo appassionato e coinvolgente come un tempo. Mi sono lasciata un po' andare: romanzi lasciati a metà, poca concentrazione, zero voglia di cominciare qualcosa di nuovo per paura di non finirlo, poco interesse per i nuovi titoli, che, a sua volta, ha coinciso con un minor interessamento verso i bookblog che  prima adoravo seguire con assiduità. Un disastro!

Cadere nel tranello del "non ho tempo per leggere" è stato un attimo. Eppure il mio chiodo fisso rimaneva sempre quello di immergermi in qualche storia, qualunque essa fosse. Non c'è stato un giorno in cui non ho desiderato leggere, e questo ovviamente vuol dire molto. 
Leggendo sul web, è lampante che chi non legge, o dice di non poter leggere per il poco tempo, non è un lettore forte, ovvero non ha la passione per la lettura, quindi prende semplicemente delle scuse! Questo non era il mio caso, quindi come rimediare?


Il tempo per leggere c'è, basta volerlo: i consigli che funzionano

Spulciando in rete, ci sono tanti post su come trovare il tempo per leggere - il problema è davvero esteso - e altrettante sono le soluzioni. Alcune sono banali e quasi scontate, altre assurde, altre ancora un po' difficili da attuare. Alla fine, quelle che hanno funzionato con me, udite udite, sono le più ovvie, per esempio:

1. Programmare gli orari di lettura... cioè decidere a priori il preciso momento in cui si leggerà. Io leggo sempre di pomeriggio verso le 17, quando nel mio negozio c'è pochissimo movimento, e anche il sabato mattina dalle 9 alle 10. Sono ormai i miei momenti sacri e se qualcuno mi disturba o mi fa saltare l'appuntamento divento una iena😠
All'inizio è stato difficile "seguire il programma". C'era sempre qualcos'altro da fare, qualcosa di più impellente o di non prorogabile, qualcosa per cui la lettura poteva aspettare. Ma poi mi sono detta che no, la lettura non poteva aspettare. É la mia passione più grande, mi serve per vivere meglio, per crescere come persona, per rilassarmi, per viaggiare... è come l'acqua o l'aria, non si può farne a meno.


2. Scegliere sempre libri che piacciono... ovvio ma non così troppo. Se in una settimana il tempo per leggere è già misurato con il contagocce è necessario spenderlo almeno bene. Quindi i libri che leggo li scelgo in modo molto oculato, anzi posso dire che passo più tempo a scegliere che a leggere! 😳
Ma è importante per me farlo: prima di tutto perché così mi informo sulle nuove uscite e sui miei prossimi acquisti, poi perchè se non leggo ciò che mi piace rischio di lasciare il libro in stand-by e ricominciare il rituale della scelta!


3. Avere sempre un libro a portata di mano... visto che ogni momento e ogni luogo possono essere perfetti per leggere qualche pagina. Quando prendo il treno, anche se per soli 9 minuti di viaggio, ho l'abitudine di aprire l'app di lettura e andare avanti nel romanzo. Ho notato che questo è un ottimo modo per non perdere il filo della storia e per acquisire una piacevole abitudine. I momenti buoni cominque possono essere davvero tanti: in attesa da qualche parte, in palestra sulla cyclette, nella pausa a lavoro, mentre si prepara da mangiare, eccetera...


4. Meno internet, più libri... ovvero, sostituire una parte del tempo che si trascorre sul web a leggere. Non ce ne accorgiamo, ma perdiamo tantissimi minuti nella giornata dietro a social, siti d'informazioni, e tanto alto, senza essere effettivamente operosi. Non è certamente necessario eliminare totalmente questo tempo in favore della lettura, ma sarebbe determinante ottimizzarne la qualità. A me capita spesso di deconcentrarmi quando leggo sul cellulare, per questo motivo stacco la connessione dati o il wifi. Si può essere lettori forti e grandi appassionati di libri, ma le tentazioni accadono a tutti, così come i momenti di debolezza, quindi è bene rendersene cono e correre ai ripari.


5. Dare una possibilità agli audiolibri... anche se molti lettori non li considerano dei libri veri e propri, e capisco questo punto di vista. Anche io, anni fa, credevo una cosa simile, ma poi mi sono "letta" gli ultimi libri de L'amica geniale grazie agli audiolibri presenti nella biblioteca di MLOL e boooom! Un'esperienza s-t-r-e-p-i-t-o-s-a! Farsi leggere un libro, da una voce che riesce a dare corpo e anima ai protagonisti e ad ogni parola presente nel romanzo, è assolutamente da provare. L'ho fatto giorno dopo giorno, sempre all'ora di pranzo, e ogni volta aspettavo quel momento con trepidante attesa. Assolutamente da provare!

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Questi sono i metodi che ho utilizzato in quest'ultimo anno per trovare il tempo per leggere e hanno funzionato. Ma ce ne sono altri, come ad esempio il porsi obiettivi o l'entrare in un club del libro, che potrebbero aiutare ulteriormente. 

Voi come trovate il vostro tempo? Avete bisogno di metodi e strategie o lo fate senza alcun problema? 


mercoledì 8 gennaio 2020

Recensione | La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante



Ho finito di leggere La vita bugiarda degli adulti in pochi giorni, divorandolo. L'ho divorato perché andavo alla ricerca dell'autrice e della storia de L'amica geniale, che ho amato all'inverosimile. Leggevo, ricercando l'Elena Ferrante di qualche anno fa, con delle aspettative che non ammettevano repliche. Che sbaglio colossale! 

Elena Ferrante è una certezza per chi ha letto e amato i suoi libri precedenti. I suoi romanzi parlano di vita vera, di persone comuni e di storie che, seppur descrittive e lineari, sono straordinarie. La vita bugiarda degli adulti ricalca lo stesso modello de L'amica geniale, ma...


Una ragazzina profondamente delusa dagli adulti


La protagonista è Giovanna, figlia di una Napoli borghese e intellettuale. Vive nell'agiatezza e all'ombra di un padre saccente e sicuro di sè, che un giorno la paragona alla sua odiata sorella Vittoria, una donna miserabile e cattiva che Giovanna non ha mai visto. Da quel momento la vita della ragazzina e della sua famiglia comincia ad andare in declino. 
Giovanna cresce, si lega a persone della Napoli più torbida e meno elegante, perde l'aura della bambina colta e beneducata, comincia a indagare non solo la sua vita ma quella degli adulti intorno a lei, adulti che mentono, che criticano e giudicano gli altri, ma sotto sotto fanno peggio.

In tutta la storia c'è un movimento discendente di coloro che stanno in alto, in quella parte di società più ricca e culturalmente elevata che fa parte della vita di Giovanna. Gli adulti si abbruttiscono, diventano indegni del suo affetto, lì allontana e li maltratta, maltrattando se stessa e sentendosi continuamente fuori posto.

Al contrario, Giovanna comincia a stare bene tra le vie del rione, dove i ragazzi la guardano e la vogliono, le ragazze la invidiano per la sua intelligenza e gli adulti non nascondono sentimenti né difetti. 

Solo uno però si confonde bene tra quelle vie. È uno che arriva dal basso, ma punta molto in alto e grazie alle sue capacità è in grado di arrivarci. Giovanna rimane abbagliata da Roberto e da come le sue parole le entrino dentro. Lui è l'unico che la ascolta e la apprezza per com'è. Giovanna fa quindi di tutto per avvicinarsi a lui e quando ci riesce, l'incantesimo si spezza, perché nulla è limpido ed eccezionale come appare. Tutto è finzione.

Una storia da leggere?


Sì, se volete continuare a conoscere e sperimentare la penna della Ferrante. Il suo approcciarsi alla vita dei personaggi è molto interessante. Li evolve in modo originale e mai scontato, lasciando il lettore a bocca aperta. Le personalità che escono dai suoi libri sono il vero fulcro delle storie che leggiamo. Sono persone a tutto tondo, certo inventate, ma difficili da mandare giù come per un semplice sorso d'acqua. Il loro muoversi tra le pagine, e i diversi mutamenti che compiono, hanno fatto sì che ce li avessi tutto il giorno in testa. E non sto parlando solo di quelli principali. L'autrice sembra che giochi con loro e con noi, a plasmarli e a sconcertarci in tutti i modi possibili. 

Certo però è che un solo libro non potrà mai eguagliare la completezza e l'attaccamento che la saga de L'amica geniale è riuscita a conquistarsi. La vita bugiarda degli adulti non è un capolavoro, almeno per me, e non è certo alla pari della nota serie precedente. Però è stupido basare un libro su un altro libro solo perché scritto dalla medesima persona. Molto probabilmente, ci saranno stati condizionamenti diversi nella scrittura di entrambi, diverse esperienze di vita, nuove conoscenze, nuovi stati d'animo, eccetera.


Mi è piaciuto perchè...


...come sempre la storia raccontata dalla Ferrante è piena di passione e volgare realismo. Il repentino mutamento di Giovanna, da ubbidiente e dolce bambina ad adolescente ribelle e in cerca di emozioni forti, mantiene viva la concentrazione, ci spinge a guardare più in profondità per scoprire la vita bugiarda di chiunque incontri sulla sua strada. E di bugie nascoste ce ne sono eccome. La crescita di Giovanna ne è costellata e capire come riuscirà a togliersele di dosso è lo scopo che invoglia ad arrivare alla fine del libro.



Analogie con L'amica geniale


Alla fine, fare un confronto è comunque d'obbligo perchè si intuisce che nei libri della Ferrante c'è un fil rouge che attraversa ciascun romanzo in maniera latente eppure percettibile.

Prima di tutto, il punto di vista è sempre femminile e ricalca, sia con Giovanna che con Lenù, il modello di una donna abbastanza matura di età che racconta la sua vita a ritroso (Giovanna racconta la sua storia quando ha 40 anni, mentre Lenù quando ne ha più di 60). Inoltre, è sempre una donna molto critica verso se stessa, il proprio corpo e le proprie scelte. Ma non è una persona in lotta con se stessa, anzi, ho sempre avuto chiaro alla fine del libro che la voce narrante, e quindi la protagonista, giustifichi tutto ciò che ha raccontato come qualcosa di necessario e ammissibile per poter arrivare a quell'esatto epilogo.

Altro punto in comune con L'amica geniale è la funzione dell'amore e la visione del sesso. Anche ne La vita bugiarda degli adulti l'amore non è salvifico, ma, al contrario rappresenta un problema, un elemento di rottura nella vita della ragazzina. 
Il sesso invece, pur costituendo un tabu e un forte sentimento di turbamento, diviene in entrambi i romanzi una seccatura da togliersi di mezzo nel modo più veloce e imperfetto possibile. 



***

Alla fine è stata una bella lettura, l'ho trovata corposa e piena, dal punto di vista delle emozioni e degli avvenimenti. Qualcuno parla di un seguito, ma a mio avviso la storia di Giovanna può concludersi qui. 
Però voglio leggere i romanzi precedenti 
L'amica geniale e avere una visione più generale 
dello stile della Ferrante.

Voi cosa ne pensate? Avete letto La vita bugiarda degli adulti o lo leggerete? 




lunedì 6 gennaio 2020

3 parole per il 2020



Innanzitutto buon anno pari a tutti quelli che passeranno di qui!

Da quest'anno vorrei introdurre una nuova rubrica nel blog! No tranquilli, nulla che alla fine abbandonerò perchè troppo cadenzato. 
Questa rubrica sarà annuale, quindi un unico post-guida a inizio anno che mi servirà per impostare una rotta, o un viaggio, ovviamente il mio personale viaggio che mi aiuterà a raggiungere degli obiettivi e a condizionare scelte e comportamento. Chissà che qualcosa di buono non accada! 

Fare i classici buoni propositi (quelli degli anni scorsi per esempio) mi piaceva, ma mi sono accorta che avere dei progetti troppo specifici mi inibiva e limitava.
Per fortuna, mesi fa mi sono imbattuta nelle "3parole per il..." di Daniele Imperi del blog PennaBlu (idea originaria di un certo Chris Brogan), e ho deciso di adottare in pieno l'idea. 
Avere 3 parole solamente, che siano verbi, aggettivi o semplici sostantivi, la sento come una buona spinta creativa per mettermi alla prova senza darmi troppe regole e senza necessità di soddisfare delle aspettative, cosa che immancabilmente mi frustra.

Non c'è limite al tipo di traguardo da raggiungere: può riguardare il lavoro, la sfera sentimentale, la scrittura o la lettura. 


Le mie 3 parole per il 2020

Non ho dovuto pensare troppo alle mie 3 parole. So DOVE voglio arrivare e PERCHÉ, il problema è COME. Ecco quindi ciò che userò quest'anno per darmi una spinta!


CORAGGIO

Nella vita ci sono tante paure. Io ho paura di osare
Questa diavolo di tendenza, scoraggiante e pessimista, si traduce soprattutto nella paura di scrivere e nel mettere nero su bianco le mie idee. Molte volte al giorno, infatti, ho voglia di scrivere, ma non lo faccio. Il terrore mi blocca!
Il problema non è la mera attività di scrittura, bensì una precoce angoscia per il fallimento. Difficile arginarlo in modo immediato. Ci vuole tempo, padronanza psicologica e... coraggio. 


DINAMISMO

La paura porta alla passività. Se non riuscirò ad arrivare dove voglio, perché muovermi? Sbagliato!
A partire da questo 2020 voglio essere dinamica, operosa, sollecita. Basta rimandare. Il rinvio dei doveri, o di mie personali necessità, mi demoralizza e abbatte la mia autostima. Mi piacerebbe essere quel tipo di persona che pensa e agisce. Vabbè, forse così si nasce e non si diventa, ma quest'anno proverò a migliorare questo mio lato del carattere.

Oltretutto, questa parola dovrà essere quel piccolo propulsore che mi aiuterà a leggere di più. Il 2019 è stato un po' scadente in questo senso. 17 libri letti: un po' pochini rispetto gli anni scorsi. Purtroppo, il cambio di lavoro e il numero di ore lavorate hanno influito moltissimo. 

Il dinamismo a cui intendo avvicinarmi dovrà essermi utile anche per un radicale cambio di lavoro. Voglio tornare a scrivere per il web e quindi devo impratichirmi e fare i passi giusti verso la mia meta. Dovrò mettere da parte paura e pigrizia come mai prima d'ora. 


LEGGEREZZA

Sempre. Di natura sono una persona che non prende troppo sul serio se stessa né la vita in generale. Rimango mite e tollerante di fronte a moltissimi eventi. Questo mi aiuta a guardarmi da un punto di vista un po' più oggettivo del normale e ad analizzarmi abbastanza bene. 
Be', nel 2020 voglio mantenere questa indole e far in modo che sia questa sorta di capacità a non farmi abbattere davanti alle difficoltà che mi si presenteranno.

***

Questo sarà il mio 2020, o meglio, cercherò di essere io nel 2020: una sorta di pirata, temeraria e impavida, pronta all'azione, ma spensierata, costante e inalterabile. Una sorta di Budda insomma!

Quali saranno le vostre 3 parole? Fatemele sapere nei commenti o linkate la vostra pagina!


venerdì 13 dicembre 2019

Cover Reveal | Amo i tuoi silenzi di Susy Tomasiello




Buon venerdi lettori!
La settimana sta finendo finalmente. La mia è stata lunga ed estenuante e ho solo voglia di starmene a casa, sul divano, con copertina, libricino, cioccolatina... bé avete capito no?
Oggi c'è aria di novità in giro qui sul blog. Un cover reveal davvero mucho interesante di un'autrice altrettanto affascinante. Fra pochi giorni, con l'avvicinarsi delle feste, tornerà per noi lettori, affezionati e nuovi, Susy Tomasiello con un'altra dolce avventura romantica. Ed ecco la cover scelta da La Sirene Edizioni.





Titolo: Amo i tuoi silenzi 
Autrice: Susy Tomasiello
Editore: La Sirena Edizioni 
Data di uscita 17 dicembre
Genere: young adult
Pagine: 166


Bea vive nel suo mondo fatto di silenzi, ma non perché non ami parlare, fin dalla nascita le è stata diagnosticato un grave handicap: non può sentire.
Riesce a percepire i suoni solo attraverso l’apparecchio acustico che porta alle orecchie. Usa il linguaggio dei segni per farsi capire o talvolta legge le labbra. La sua è un’esistenza tranquilla, ha accettato il suo handicap ed è serena. Almeno finché Axel non appare nella sua vita e le fa capire che nella sua esistenza quasi perfetta manca qualcosa: l’amore.
Ma potrà Axel riuscire a scalfire quel muro che Bea ha costruito per sentirsi al sicuro? E riuscirà Bea ad aprire il suo cuore a qualcuno che è estraneo al suo mondo?


Susy Tomasiello nasce a Napoli e coltiva da sempre la passione per la lettura. Ha aperto un blog I miei magici mondi per parlare di tutto ciò che ama leggere. La sua seconda passione è la scrittura e infatti ha pubblicato in self e con piccole Case Editrici alcuni libri. Puoi fidarti di me (Genesis Publishing) Non riesco a non amarti (Collana Floreale) Note d’amore (Self) Un marito per la mamma (Self) Voglio solo te (Sirena Edizioni).

Potete trovarla sul suo blog, alla mail susitoma@gmail.com alla pagina fb Susy Tomasiello Autrice e Lettrice e su ig susytomasiello



Non posso certo perdermi questo nuovo romance di Susy, ormai le sono affezionata, così come per le sue storie. E voi che aspettate amici lettori? Siete fan di Susy o semplicemente vi piacciono i romance? Siete soddisfatti della cover? Fateci sapere!



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