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venerdì 2 marzo 2018

Recensione | Le scarpe rosse, 2° libro della serie "Chocolat"




Non so voi, ma quando un libro mi piace, il film ricalca bene le pagine di carta, gli attori sono quelli giusti e l'autrice, bè, ti garba parecchio, io vado veramente in fissa, cioè tutto il mondo comincia a ruotare intorno a quell'unico libro e ai suoi personaggi! E così era accaduto con Chocolat
Vi ricordate quel bel film dove la cioccolataia aveva particolari doti magiche con cui aiutare la gente che entrava nel suo negozio, offrendo loro il cioccolatino giusto? (La recensione completa è QUI). A ostacolarla c'erano i perbenisti che vedevano in una donna sola, indipendente, con una figlia altrettanto fuori dalle righe, un pericolo di sovvertimento sociale. Ma a inseguire madre e figlia erano anche le "Anime belle" o "l'Uomo nero", come Vianne Rocher chiamava i suoi problemi.
Se alla fine di Chocolat (il libro) Vianne e Anouk partono alla ricerca di altre magie e altre avventure, in Le scarpe rosse le troviamo totalmente cambiate. Niente più magia, niente più passione per la vita e per le persone. Il cioccolato è semplice cioccolato. Ma qualcosa deve pur accadere no?



Titolo: Le scarpe rosse
Autrice: Joanne Harris
Traduttrice: Laura Grandi
Serie: Chocolat
Editore: Garzanti
Pubblicato nel 2012
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 492
Letto in formato cartaceo
Dal 2-02 al 12-02-2018








Sono passati 4 anni da quando Vianne e Anouk hanno lasciato il paesello francese del sud, che le aveva adottate con non poche difficoltà a causa del curato e delle dicerie sul loro conto.
Quando il vento del cambiamento si era di nuovo alzato, Vianne aveva capito che era ora di rifare i bagagli e reinventarsi di nuovo. Nuova vita, nuova identità e nuove persone da aiutare, ma le cose non vanno sempre come uno crede, e a inizio del 2° libro troviamo una Vianne invecchiata dentro, senza quell'aurea di magia che l'aveva contraddistinta per tutto il 1° libro.

Anche Anouk è diversa. Ha solo 11 anni, ma per molti versi sembra più grande, più triste e più arrabbiata, con sua mamma e con la nuova vita che le ha imposto. Una vita che non le vede più alla ricerca del bello in ogni cosa o della magia nascosta chissà dove. Madre e figlia nascondono la loro vera natura sotto un aspetto ordinario, sorrisi forzati e sfuggenti, idee conformate e un'altra cioccolateria, questa volta meno luminosa e appariscente della prima.

Ad essere diverso però è soprattutto la presenza della piccola Rosette. La bimba, concepita da Vianne alla fine di Chocolat, ha 4 anni e non è come tutti gli altri bambini. Parla con i gesti, che solo mamma e sorella capiscono, e i suoi "incidenti" potrebbero svelare molte più cose di quanto Vianne vorrebbe far vedere alla gente.

Tutto ciò che nel primo romanzo mi aveva catturata, elettrizzata ed entusiasmata, qui non c'è. Vianne non usa più i Tarocchi, non applica formule magiche sui dolci per condizionare la vita triste dei suoi clienti, non racconta belle storie ad Anouk e non prepara più da sè i prelibati cioccolatini che infondevano coraggio, lussuria, calma o altri sentimenti simili.

A mettere il pepe alla storia però c'è un'altra protagonista, Zozie, l'alter ego per eccellenza di Vianne. Zozie fin dal principio sembra entrare nella vita della cioccolataia e di sua figlia per aiutarle a ritrovare se stesse. Ma le cose non stanno proprio così. Entusiasta della vita e delle sue capacità "magiche", è una ragazza dal passato oscuro, che cerca di aiutare le persone per ottenere qualcosa in cambio da loro. Anouk ne sarà profondamente stregata. Anche io in un primo momento ho adorato questo personaggio: formule, pozioni, rituali magici sono all'ordine del giorno per Zozie, che con la sua personale conoscenza esoterica fa fare agli altri ciò che vuole. 

Come già successo in Chocolat, i clienti della cioccolateria sono protagonisti secondari ma pur sempre importanti per movimentare la trama. Stavolta, Vianne dovrà fare i conti anche con un ricco e pretenzioso corteggiatore. Non mancherà, tuttavia, anche un personaggio del passato, Roux, l'ancora di salvezza per Vianne, Anouk e la piccola Rosette. 

Posso considerare lo stile di Joanne Harris assolutamente un punto a favore di quest'autrice, perchè non è mai ripetitivo o pesante, ma sempre impeccabile, con una certa sfumatura di suspense ma comunque lineare, semplice, senza giri di parole e coerente. 

Mi è dispiaciuto molto che in questo libro Vianne faccia la parte di una donna meno forte, libera e indipendente, per quasi la totalità della storia. L'avevo amata in Chocolat proprio per la sua caratterizzazione magica, di strega buona nel mondo odierno, che non aveva paura di niente e possedeva con sua figlia un rapporto davvero speciale. Tuttavia, la storia è godibilissima e apre lo scenario al terzo volume della serie, Il giardino delle pesche e delle rose. Sicuramente sarà una delle mie prossime letture, quindi se il primo e il secondo vi sono piaciuti ne parleremo a breve!!!

Che ne dite della serie con Vianne Rocher? Alcuni di voi mi hanno detto che il terzo volume è bellissimo. sono davvero molto curiosa di leggerlo!

2 commenti:

  1. Lo sai che non sapevo fosse una triologia?
    Non ho letto nemmeno il primo a dire la verità, ho visto il film ma mi è sempre piaciuto molto.
    A questo punto aspetto la tua opinione sul terzo per decidermi o no se aggiungere tutto in lista

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora devo leggerlo al più presto! Secondo me potrebbe piacerti. Sono proprio curiosa del terzo anche se so già che cambia scenario dal secondo. Vedremo!!

      Elimina

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