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martedì 29 marzo 2016

RECENSIONE > Il Miniaturista di Jessie Burton



Titolo: Il miniaturista
Titolo originale: The miniaturist
Autrice: Jess Burton
Traduttrice: Elena Malanga
Editore: Bompiani
Pubblicato il 26 feb. 2015
Genere: Romanzo
Pagine: 364
Formato di lettura: E-book


Riassumendo...
Amsterdam 1686. Petronella (Nella) arriva nella lussuosa casa del marito da poco sposato. Ad attenderla non ci sarà lui, però, ma lo staff di casa Brandt con a capo la rigida cognata Marin. Spaventata ed emozionata dal nuovo ruolo di moglie, Nella rimarrà molto delusa dalla sua nuova vita. Il marito, infatti, sempre concentrato sul lavoro, cerca accuratamente di evitare di consumare il matrimonio. Per rimediare, regala alla giovane moglie la miniatura della loro casa. Un po' turbata, Nella comincerà ad arredarla commissionando le riproduzioni ad un misterioso miniaturista. Questo, non solo donerà manufatti tali e quali identici a quelli originali, senza richiesta di commissione ma, farà scoprire alla ragazza i segreti di casa Brandt.


Il mio pensiero...
Ho cominciato questo libro senza voler conoscere la trama: d'altronde la copertina era troppo bella, e poi il termine 'miniaturista' ha evocato in me idee e scene magiche! Mi sono, quindi, avvicinata al romanzo senza la più pallida idea di quale storia potessi trovarci.
In effetti, fin dalle prime pagine il mondo che mi si è spalancato di fronte mi è piaciuto tantissimo: ambientazioni settecentesche, protagonisti usciti dai migliori romanzi delle sorelle Bronte, scene di vita tipiche del tempo colorate da sfumature di mistero velato. Insomma, mi ha ricordato molto il principio del mio [e vostro^_^] adorato Jane Eyre!


Nella ha 18 anni e per ovviare ai problemi economici della famiglia, orfana di padre, ha sposato un ricco mercante di Amsterdam, Johannes Brandt. Il matrimonio si è svolto in maniera semplice e alla svelta, senza dare il tempo ai due novelli sposi di rimanere soli, infatti Johannes riparte immediatamente per uno dei suoi tanti viaggi di lavoro. Ecco allora che un mese dopo, Nella può finalmente cominciare la vita da moglie nella casa del marito. Ma fin da subito tutte le sue aspettative vengono disilluse: Johannes non ha intenzione di giacere con lei, in casa Brandt non è lei la padrone ma la cognata e la servitù ha un modo tutto suo di relazionarsi con la famiglia. Nella sente tutto il peso della sua nuova condizione di reclusa sotto un'ampia campana di vetro. Per questo quando il marito le regala la stessa casa in miniatura sente un sentimento di repulsione verso quel dono. Sentendosi esclusa dalla vita domestica però, il suo unico svago diventa proprio la piccola casa da arredare. Mobili, animali domestici, figure umane e altri oggetti cominciano ad arrivare misteriosamente alla sua porta, con una fattura precisa e di qualità. Nella sente di essere stata scelta dal miniaturista per comprendere il suo disegno ma non capisce se al centro di tutto c'è lei.

Il personaggio di Nella è assai ambiguo: ingenua, spaesata e remissiva di natura, sa però ciò che vuole, sopratutto dal marito. Una scena in particolare è stata alquanto divertente e non posso perdermi l'occasione di farvi partecipi!!


Johannes continua a stringerla e Nella decide – rapidamente, prima che la paura prenda il sopravvento – di allungare la mano fino ai pantaloni. Se questo è quello che ogni donna deve fare, pensa, la pratica dovrebbe renderlo vagamente gradevole. Nella riesce appena a sentire che forma ha, la massa nascosta di cui non ha nozioni. Ma non è la verga promessa dalla madre, ha più l'aria di un verme arrotolato, di un... A quanto pare ha innescato una molla, perché Johannes la lascia andare e fa un balzo indietro verso la scrivania. "Nella", dice. "Oddio". "Marito mio...". "Vattene!", urla Johannes. "Esci di qui".

Come vi dicevo, questa protagonista è difficile da classificare, benché assomigli moltissimo ad altre eroine come Shirley o Elisabeth Bennet, ha tuttavia una carica caratteriale diversa, più grintosa. Il motivo credo si trovi nel fatto che l'autrice è nostra contemporanea e per le donne di oggi è difficile concepire un'ideale femminile perfettamente in linea con i canoni di secoli fa. Pertanto, non ho provato grandissima empatia con Nella. Mi è piaciuta, ma non ha fatto breccia nel mio cuore, perchè non sono riuscita a capirla.
Il resto dei personaggi mi ha molto colpita: la cognata Marin è una donna che non è come appare, quindi ci sarà molto da scoprire su di lei durante la storia. Il suo rapporto con Nella subisce un bel percorso di trasformazione, che porterà il suo personaggio ad essere prima un po' disprezzato poi sempre più amato. 
Così è successo anche per Johannes, il marito. La loro "storia d'amore" sembra che aleggi sulle loro teste come una nuvola carica di pioggia in procinto di dar sfogo alla sua furia. Il lettore viene, quindi, portato a desiderare che qualcosa di più accada tra i due ma gli eventi precipitano le cose e il sentimentalismo viene sacrificato. 

Il miniaturista è un personaggio alquanto misterioso. Non si incontra mai, a parte, qualche fuggevole e silenzioso incontro. Quello che sappiamo di lui è che riesce a prevedere gli eventi che avvengono nella casa. Ma perchè? C'è del paranormal o no in lui? Non sono riuscita a capirlo perchè effettivamente l'autrice non si dilunga su questo aspetto, purtroppo!

L'azione gira intorno a Nella e agli abitanti della casa. La trama l'ho trovata interessante e incalzante, seppur la seconda parte del libro è meno intrigante della prima, ma nel complesso ha funzionato! Infatti, dalla prima all'ultima pagina sono rimasta incollata alle parole per capire cosa sarebbe successo alla fine!

I dialoghi non mi sono piaciuti per niente: enigmatici, brevi e a senso unico, il loro scopo penso fosse solo quello di evidenziare la diversità e la lontananza tra Nella e il resto delle persone. Purtroppo mi hanno infastidita parecchio, tanto che avrei voluto venissero eliminati! La narrazione non ne avrebbe risentito.


Casa a stipetto di Petronella Oortman
Grande importanza è data allo stipetto, ovvero alla casa in miniatura di Nella. A inizio libro è presente addirittura la foto della casa che appartenne davvero alla vera Petronella Oortman (1656-1716) e intorno alla quale l'autrice jessie Burton ha inventato la sua storia! Altro non è che una casa di bambole, oggetto che a me ha ricordato molto le mie adorate case di Polly Pocket!! Dio che ossessione avevo per quelle bamboline e il loro piccolo mondo! 
Avere la foto della casa in miniatura è stato un valido aiuto per me nell'immaginarmi perfettamente lo svolgersi di scene e azioni dei personaggi. Ho sempre trovato difficile figurarmi i luoghi presenti in altri tempi e questa volta non ho avuto le stesse difficoltà.

In conclusione, posso dirvi che Il miniaturista è stata una lettura davvero piacevole, non esageratamente impegnativa ma neanche banale. Nonostante inizialmente vi ho parlato della somiglianza con il mitico romanzo di Jane Eyre, procedendo nella storia la scrittura e i contenuti si discostano molto dai grandi classici ottocenteschi, PURTROPPO! Lo stile di quel tempo, secondo me, è inimitabile. 


Vi lascio con la citazione che più mi ha colpita:
"E dov'è 'casa' allora, Johannes?"
Johannes guarda le carte geografiche appese al muro. "Non lo so", risponde. "Dove c'è conforto. Ed è una cosa difficile da trovare".


Spero che vi abbia ispirato questa recensione, o che vi siete ritrovati in essa se avete già letto il libro. In ogni caso mi farebbe piacere sapere le vostre impressioni a proposito!
Un caro saluto...




8 commenti:

  1. Ciao!
    Ho osservato più volte in libreria la copertina di questo romanzo, mi affascinava ma allo stesso tempo qualcosa me lo faceva rimettere giù senza nemmeno sfogliarlo, e da quel che hai scritto non credo che mi farò tornare il dubbio, ci sono troppi elementi che mi suggeriscono di lasciarlo lì dov'è.
    Molto carino il blog, complimenti!

    Buona giornata

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    1. Bè, sono proprio contenta di esserti stata d'aiuto. Non c'è commento migliore del tuo! Grazie Cleo. Passerò a trovarti sul tuo blog a breve!
      Buon proseguimento

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  2. Anche a me quello che aveva colpito in questo libro era la bellissima copertina. E dopo la tua bella recensione, sono un po' più incuriosita e spinta verso la sua lettura... anche se la lista si sta allungando tragicamente, lo metto in WishList, e visto che tra un po' è il mio compleanno... chissà...

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    1. A chi lo dici! Come si fa a star dietro a tutti i libri che si vorrebbe leggere con gli impegni comuni di una persona? Eppure c'è chi riesce a leggere un sacco di libri durante l'anno. Ma come diavolo si fa? è umanamente impossibile stare un intero giorno a leggere. A me viene mal di testa dopo un paio d'ore!
      Comunque, sono contenta che ti sia piaciuta la recensione e il libro. Quando compi gli anni? Così ti faccio gli auguri^_^

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  3. Ciao Nick!
    Questo libro è ormai sulla mia lista da un'infinità di tempo!!
    A forza di aggiungere libri sta finendo sul fondo insieme a tanti altri!!
    Ma sono felice di aver letto la tua recensione, perchè è tornato ad incuriosirmi!
    Prometto di fargli riscalare la classifica!! ;)

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    1. Era anche nella mia classifica da una vita. Nei mesi mi sono dimenticata di lui. Poi ripercorrendo la lista dei miei preferiti ho notato la sua cover e ho sentito che era il momento di leggerlo!! Andare a naso ogni tanto funziona. Prova anche tu Erin^_^

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  4. La tua recensione è accurata, particolareggiata e devo ammettere che con la cover mi ha attirata più della sinossi.
    Sono stata lì lì per acquistarlo diverse volte, riponendolo nello scaffale, sempre. Aspetterò, se mai arriverà, il momento propizio.

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    1. Dai commenti ho capito che in tanti hanno avuto seri dubbi su questo libro. Mi chiedo se, leggendo la sinossi, li avrei avuto anche io. Non lo saprò mai ma a questo punto sono contenta di averlo letto senza pregiudizi! ^_^

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