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lunedì 10 aprile 2017

BOOK'S SOUNDTRACK ✩6

Buongiorno e buon lunedì carissimi lettori!! 
Sembrava che fossi scomparsa dalla blogosfera, ma invece ci sono!! E grazie alle mie super amiche blogger eccomi qua per riprendere in mano le redini della situazione! 
Spero di trovarvi tutti bene. Io benissimo, ho solo cambiato casa e dovuto coordinare un trasloco. Ma come nei migliori cambiamenti, nulla va come si pensa e tutto slitta, presenta disguidi e fa diventare stanchi e scombussolati! Mi è mancato moltissimo scrivere su Gli Alberi e poter interagire con voi sui vostri post, ma mi era davvero difficile farlo, quindi ho deciso di mettere un pochino in stand-by il blog per finire più in fretta possibile l'odiato trasloco! Che poi non c'è stato solo lui, ma anche una ristrutturazioncina, quindi potete immaginare ogni giorno operai diversi in casa, cose da ricordarsi, gente da chiamare e situazioni da far incastrare nel miglior modo possibile! Un macello, come si dice qui! 

Bè adesso sono qui e vi voglio assolutamente parlare della bella e melodiosa rubrica creata da Susy, Jasmine ed Ely, a cui poi mi sono aggiunta io, che come sapete si chiama: 



 ...ogni mese sceglieremo un tema diverso al quale ciascuna di noi collegherà una citazione tratta da un libro ed una canzone da ascoltare come colonna sonora! Se anche a voi facesse piacere partecipare, dopo aver passeggiato fra i nostri blog per scoprire le nostre quattro scelte, noi saremo sempre felicissime di leggere i vostri commenti e di volare ad ascoltare le canzoni che ci consiglierete!


Fatte le dovute presentazioni, finalmente entro nel vivo dell'azione dopo tanto tempo!!😢
L'appuntamento di oggi è in sintonia con la primavera! Spero che anche da voi sia arrivato il bel tempo, con il sole caldo e l'arietta ancora frescolina che non fa sudare ogni volta che si alza un dito! È sicuramente uno dei periodi più belli dell'anno, ma a renderlo speciale è anche l'esplosione di colori, luci e suoni che lo decorano. Ecco allora che il tema di oggi sono i...

FIORI



Avete mai letto libri che parlano di fiori ma che non siano le normali guide di giardinaggio? Se non ne avete avuto la possibilità, vi consiglio una lettura che ho fatto qualche anno fa!

LA LETTRICE DI FIORI, di Elizabeth Loupas. Un romanzo ambientato nel 1500 tra gli intrighi di corte. La protagonista è Rinette, una ragazza che diventa cortigiana di una regina giovane, lunatica e dispotica, che le renderà la vita un po' un inferno perchè la allontanerà dal suo amore per farla sposare a un bruto! Rinette però ha un dono: pratica la floromanzia, l'arte di predire il futuro delle persone leggendo i fiori che li rappresentano. E questo è il lato veramente bello della storia, tanto da essermi un po' informata sull'esistenza della floromanzia, che sembra non essere propriamente così come è stata descritta nel libro. Tuttavia, il romanzo è intriso di nomi di fiori e dei loro significati davvero interessanti. Vi consiglio di leggerlo perchè troverete alcuni aneddoti davvero particolari, come il fatto che quando cresce una pianta di rosmarino nel giardino di una casa vuol dire che la figura delle donne che ci abitano è forte!  E se volete leggere la mia recensione la potete trovare qui su Ciao.


LA CITAZIONE

Perché i fiori? Da sempre li vedevo nei volti e negli occhi delle persone; mi rivelavano cosa ci fosse nel loro animo, quali azioni avessero compiuto e cosa avrebbero fatto nella loro vita. Quando toccavo un fiore e ne sentivo il profumo avevo delle visioni. Era una peculiarità dei Leslie di Granmuir, e la mia prozia che, come me, si chiamava Marina Leslie, mi aveva insegnato quest'arte fin da ragazzina.


THE SOUNDTRACK

Di canzoni che parlano di fiori ce ne sono tante, ma io ne cercavo una che fosse dolce, che mi ispirasse lo stesso sentimento che mi ispirano i fiori in pratica. Non ne conoscevo una in particolare ma cercando in internet ho trovato Bon Jovi, e bè, chi più romantico di lui quando canta BED OF ROSES...


Se in questo lunedì mattina vi sentite romantiche anche voi e avete voglia di cantare, vi lascio il testo! Intanto vi auguro un buon proseguimento di giornata e spero di ritornare presto a scrivere, perchè è davvero rilassante😁
Intanto vado a scoprire le scelte letterarie e musicali delle mie care colleghe. Se non l'avete ancora fatto ecco i link per raggiungere JASMINE, ELY e SUSY


Bed of Roses

Sitting here wasted and wounded
at this old piano
Trying hard to capture the moment
this morning I don’t know

Cause a bottle of vodka
is still lodged in my head
And some blond gave me nightmares
I think she’s still in my bed
As I dream about movies
they won’t make of me
when I’m dead

With an ironclad fist I wake up and
french kiss the morning
While some marching band keeps
its own beat in my head
While we’re talking
About all of the things
that I long to believe
About love and the truth
and what you mean to me
And the truth is baby
you’re all that I need

I want to lay you on a bed of roses
For to night sleep
on a bed on nails
I want to be just as close
as the Holy Ghost is
And lay you down on bed of roses

Well I’m so far away
That each step that I take
is on my way home
A king’s ransom in dimes
I’d given each night
Just to see through this payphone
Still I run out of time
Or it’s hard to get through
Till the bird on the wire
flies me back to you
I’ll just close my eyes and whisper,
baby, blind love is true

I want to lay you on a bed of roses
For to night sleep
on a bed on nails
I want to be just as close
as the Holy Ghost is
And lay you down on bed of roses

The hotel bar hangover
whiskey’s gone dry
The barkeeper’s wig’s crooked
And she’s giving me the eye
I might have said yeah
But I laughed so hard I think I died

When you close your eyes
Know I’ll be thinking about you
While my mistress she calls me
To stand in her spotlight again ,
Tonight I won’t be alone
But you know that don’t
Mean I’m not lonely
I’ve got nothing to prove
For it’s you that I’d die to defend


I want to lay you on a bed of roses
For to night sleep
on a bed on nails
I want to be just as close
as the Holy Ghost is
And lay you down on bed of roses



domenica 26 marzo 2017

WRITERS GENERATION 2.0 | Presentazione Scrittori Emergenti

Buona domenica carissimi lettori!
Durante la settimana ricevo sempre un gran numero di mail di autori emergenti che mi richiedono segnalazioni o recensioni. Non l'ho mai fatto prima, ma mi sembra doveroso ringraziare tutti per la fiducia che riponete in me e nel mio blog. Mi fa molto piacere leggere quello che scrivete a proposito di voi, della passione della scrittura e del vostro libro. Se non vi rispondo subito, non vuol dire che non vi ho letto o non mi avete incuriosita e interessata. Significa solo che il tempo non mi è d'aiuto. Scusate!
Per oggi ecco le segnalazioni...al contrario delle altre puntate, questa è tutta al maschile!


FINO ALLA FINE DELLA RETE
R. V. Beta


EDITORE: Selfpublishing
GENERE: Cyberpunk
PAGINE: 240
PREZZO: 2,99 €
FORMATO: eBook
DATA D'USCITA: 2017

LINK D'ACQUISTO: QUI


TRAMA
Insofferente alle regole ma incapace di affrancarsi da un’esistenza piatta e una vita sociale insoddisfacente, Daisuke, impiegato in una multinazionale, afferra al volo un’occasione per cambiare.
Yuuki è una giovane pirata informatica che, spinta dalla sua smania di ribellione, potrebbe aver fatto un colpo troppo grosso.
Daisuke e Yuuki, braccati da forze più grandi di loro, dovranno unire le forze e misurarsi con nuove sfide pur di sopravvivere.



CAMERA 101
Enea Tolon


EDITORE: Selfpublishing
GENERE: Erotico
PREZZO: 1,99 €
FORMATO: eBook
DATA D'USCITA: 2013
LINK D'ACQUISTO: QUI



TRAMA

Oltre il piacere, si snoda la vera storia dell'amore sadico, che una giovane donna crudele, vive senza regole né scrupoli. con gelida determinazione, cerca l'estasi dei sensi attraverso la sua lucida brutalità, convinta che il piacere sublime sia quello spietato, in cui l'esercizio della cattiveria sia reso completamente possibile. Ritiene il piacere possente e determinato, perché scritto nel dna, mentre l'amore è un sentimento debole, che trova le sue origini in ambito culturale.

L'AUTORE

Enea Tonon nasce a Pozzuoli il 20-08-1945. Trascorre l’infanzia a Saint Marie Aux Mines, un piccolo paese alsaziano. Imparerà l’italiano quando torna in Italia, all’età di nove anni, poiché in casa la madre parlava napoletano e il padre veneto e niente italiano.
Impara molto presto a leggere e a sei anni ruba i libri gialli che il padre nasconde sotto il materasso, per leggerli avidamente di nascosto.
Probabilmente quelle letture hanno generato in lui il desiderio di scrivere e, infatti, a quattordici anni termina un primo romanzo giallo, poi un articolo sugli orrori della guerra d’Africa, un saggio su De Sade, e infine un secondo romanzo a diciassette anni.
Quest’ultimo romanzo è inviato all’editrice GEI (Grandi edizioni internazionali) di Roma, che chiede un incontro a Roma e decide di pubblicarlo.
Deve solo fare le bozze e pubblicarlo, ma la vita decide diversamente e, dopo aver stracciato tutto, lascia la famiglia a diciotto anni e da allora scrive più nulla.
La sua professione in tecnologia tessile lo porta a viaggiare di continuo, prima in Italia e poi in altri paesi lontani. Tra un viaggio e l’altro, trascorre circa un anno in India e un altro in Iran, poi in Argentina, Messico, Uruguay, Russia, Turchia, Spagna e altri.
“Camera 101 – L’osceno è la radice del piacere –“ è il suo primo libro, cui ne seguiranno altri due.





PIEVE CIPOLLA
Gianpiero Pisso



Genere: Romanzo rurale umoristico
Casa editrice: Le Mezzelane
Pagine: ebook 381 - cartaceo 312
Data di pubblicazione: Ebook 19 marzo 
                                             Cartaceo 22 marzo
Prezzo Ebook 5,99 
                     Cartaceo 15,90
Acquistabile su Le Mezzelane



TRAMA

Pieve Cipolla è un tipico paesino della Val Seriana, uno di quei piccoli paesi in cui la vita è un po’ rude, ma idilliaca, scandita dai tempi della natura e in cui non succede mai nulla. Gli anziani trascorrono il loro tempo giocando a carte, a bocce, bevendo qualche bicchiere di vino rosso in compagnia e raccontandosi le storie di tutti i giorni, perfino quelle che parlano di mostri orribili, creature terrificanti che giurano di aver visto tra i boschi e i pascoli della valle. I giovani invece attendono il momento propizio per lasciare il luogo natio, alla ricerca di fortuna e di opportunità concrete per le loro carriere. Tutto ruota intorno alle autorità riconosciute: l’autorità religiosa, rappresentata dal parroco; quella sociale e politica, impersonata dal primo cittadino e quella legale, vale a dire il maresciallo dei Carabinieri. Ma siamo davvero sicuri che la vita a Pieve Cipolla sia poi così noiosa? Leggendo questo libro non si direbbe proprio...




L'AUTORE
Nato in provincia di Varese, sul Lago Maggiore, dove attualmente risiede con la sua famiglia, Gianpiero Pisso è laureato in ingegneria aeronautica e ha, per molti anni, lavorato come dirigente industriale in grosse società italiane e multinazionali straniere.
Ama viaggiare e dedicarsi alle sue tre principali passioni: scrivere, leggere e dipingere ad acquarello. La sua narrativa, sempre attuale e talvolta ironica, rifugge dagli eccessi e vuole proporsi come una lettura spensierata, disinvolta e scacciapensieri.
Vincitore del premio nazionale “Le Porte del Tempo” 2012, categoria Saggistica, con l’opera: La profezia del Cristo Pagano, edita da Eremon Edizioni. Ha pubblicato anche con Kindle l’e-book Rudiobus, il cavallo d’oro e con Eretica Edizioni, nel 2016, il suo romanzo mistery: La Tela del Maligno. Con Pieve Cipolla l’Autore si è classificato al secondo posto al Premio Nazionale, editi e inediti, Parole di Terra 2016/17.







lunedì 13 marzo 2017

Bogtour 4° tappa | VOGLIO SOLO TE di Susy Tomasiello - Recensione

Buon lunedì carissimi lettori!
Mi piace quando i lunedì cominciano con qualcosa di speciale!!! Se siete qui perchè state seguendo il blog tour dedicato al nuovo romanzo di Susy, immagino che siate anche voi molto incuriositi dalla trama e dall'impressione di altri lettori come voi! Ebbene... oggi il mio compito sarà proprio quello di parlarvi della mia lettura di Voglio solo te e dell'opinione che mi sono fatta. Se siete comodi, cominciamo!!


Voglio solo te di Susy Tomasiello pubblicato da La Sirena Edizione il 6 febbraio 2017 Genere: Romance Pagine: 250 letto in formato ebook

Sinossi
Samantha è bella, ricca e appartiene a una famiglia potente. Dylan è un ragazzo solare, ha un cuore d’oro e una gran forza d’animo. Il loro sembra un amore da favola, ma nella loro favola senza non essere previsto un lieto fine. E lei lo abbandona. Dopo quattro anni però Samantha bussa alla sua porta e tutte le convinzioni di Dylan svaniscono perché lei torna con una bambina che giura, essere anche sua figlia. Anche per lei non è facile. Nasconde un grande segreto dietro la sua scelta di lasciare Dylan ed è convinta di meritare tutto il suo risentimento, ma non può fare a meno di sperare che la presenza della piccola Mary addolcisca l’uomo e lo renda più disponibile nei loro confronti. Perché lui è l’unico che possa salvarle.



Samantha è una madre single che ama profondamente la sua adorata figlioletta Mary. La ama così tanto da ritornare dal suo vecchio amore, Dylan, per chiedergli l'aiuto che lei non può dare alla bambina. Dylan, da subito felice alla notizia di essere padre già da 4 anni, non riesce a perdonare Sam di averlo lasciato in modo gelido senza avergli dato l'opportunità di conoscere la figlia. Ciò nonostante, il tempo passato con lei fa affiorare vecchi sentimenti sopiti e riesce a spingere ancora una volta l'uno nelle braccia dell'altro. La loro felicità è però continuamente ostacolata, e ancora una volta sembra che il lieto fine non riesca a fare capolino nella loro vita. 

La storia è raccontata in prima persona da Sam e Dylan. I loro punti di vista si intersecano e ogni tanto, sopratutto in relazione al passato, corrono su due binari paralleli. L'autrice infatti mantiene la storia su due angolazioni cronologiche: il prima e il dopo
Il prima si riferisce alla vita felice e spensierata dei due fidanzati a scuola, quando gli amici, il ballo scolastico e le prime volte erano i soli problemi della coppia. Il dopo, invece, racconta la vita di Dylan, un bellissimo ragazzo con un ottima posizione lavorativa, una bella casa e un grande vuoto nel cuore; e di Sam una giovane donna attraente, con una figlia piccola, un lavoro sottopagato e senza nessuno che si occupi di lei. 

Impossibile non affezionarsi a Samantha, alla piccola Mary e poi a Dylan. Tutti e 3 i personaggi principali entrano nel cuore del lettore per la loro umiltà, la loro dolcezza e la bontà che emanano, e che mi ha fatto commuovere in più occasioni. Gli antagonisti non mancano e, rispetto alla normalità dei primi tre, sono inaspettatamente più minacciosi, dannosi e pericolosi. 

Lo stile di Susy, come ho già potuto notare qui, è lineare, semplice e di facile lettura. Nel complesso prevale il discorso indiretto, nonostante siano presenti anche molti dialoghi efficaci alla per la comprensione delle situazioni. Le descrizioni degli ambienti e dei personaggi sono brevi e concise. I loro caratteri si definiscono principalmente attraverso le parole, i pensieri e le azioni dei personaggi. 

Voglio solo te è in apparenza un semplice romanzo rosa, molto facile da leggere e comprendere, ma che all'interno tratta di molteplici e importanti tematiche. Quella centrale è sicuramente l'amore, con i suoi alti e bassi, con contraddizioni e divergenze. C'è l'amore tra uomo e donna, quello vero e benefico di Sam e Dylan, ma anche quello malato che dà solo dolore e sofferenza. C'è l'amore totalizzante per i figli, quello dolce e carezzevole per Mary, ma anche distaccato e opportunista da parte di un padre ricco e impietoso.

In tutto questo spicca la tematica più importante e forse quella più saliente, visti i tempi che corrono: la violenza sulle donne. Un po' tutto il romanzo ne è pregno. C'è la violenza psicologica e c'è quella fisica. L'autrice ne parla in modo tenue, nonostante alcune intense scene, ma la forza del messaggio di sostegno e partecipazione arriva diretta al lettore attento.

È un romanzo più completo rispetto ai libri precedenti di Susy, che mi ha molto colpita per la sua maggiore raffinatezza stilistica. Non so se sia merito del lavoro personale dell'autrice o della casa editrice, ma è evidente la crescita. Ve lo consiglio senza alcun dubbio quindi, anche solo per apprezzarne la delicatezza e la tenerezza. 
Brava Susy!! Anche questa volta mi hai toccata profondamente!😍



Ma adesso è ora di parlare del blogtour, di cui qui sotto troverete le prossime tappe: 


Domani non perdetevi l'intervista di Susy sul blog Il salotto del gatto Libraio
Alla fine di tutte le tappe chi lascerà un commento con la rispettiva email, potrebbe vincere una copia digitale che cerca casa.

REGOLE DI PARTECIPAZIONE:

1. Diventare lettori fissi di tutti i blog partecipanti.

2. Mettere mi piace sulla pagina dell’autrice.

3. Lasciare l'indirizzo mail per essere contattati.

4. Condividere l'evento e taggare almeno due persone 


Spero che la recensione vi sia piaciuta, spero che continuate a partecipare e a commentare...Spero vi divertiate!!!😀 
Buon proseguimento a tutti!


venerdì 10 marzo 2017

l'amore raccontato da un angelo | recensione di AVRÒ CURA DI TE

AUGURI carissime lettrici💜
Sono un po' in ritardo per farveli, in effetti, ma chi dice che si fanno solo l'8 marzo?! Bisognerebbe celebrare la donna ogni giorno per ciò che è, ciò che fa e per le ingiustizie che ancora è costretta a subire tutti i giorni!! Per tutte queste ragioni (e per il fatto che non sono riuscita a farlo prima) stasera vi posto la recensione di un libro che parla dell'amore in tutte le sue forme, ed ha come protagonista principale una donna complicata...un po' come tutte noi insomma! 😎
È un libro che mi ha letteralmente stregata e che è stato per me una ricca fonte d'ispirazione! Ditemi voi che ne pensate!



Avrò cura di te ✦ di M. Gramellini e C. Gamberale ✦ pubblicato dalla Longanesi ✦ nel novembre 2014 ✦ Genere: Narrativa italiana ✦ Pagine: 208 ✦ letto in formato cartaceo


SINOSSI
Gioconda detta Giò ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un'anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l'ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto. La notte di San Valentino, Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all'angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, ma anche il coraggio, di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. L'angelo ha un nome: Filemone, ha una storia. Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Nasce così uno scambio intenso, divertente, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò. Uno scambio che indaga non solo le mancate ragioni di Giò: ma le mancate ragioni di ognuno di loro. Perché a ognuno di loro, grazie a Filemone, voce dell'interiorità prima che dell'aldilà, sia possibile silenziare la testa e l'istinto. Per ascoltare il cuore. Anche e soprattutto quando è chiamato a rispondere a prove complicate, come quella a cui sarà messa davanti Giò proprio dal suo fedele Filemone, in un finale che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto darà un senso. 




Un tradimento uccide soltanto gli amori già morti
Quelli che non uccide a volte diventano immortali.

Chiara Gamberale e Massimo Gramellini: un'autrice e un autore a me sconosciuti ma di cui ho sentito molto parlare, in bene e in male. In Avrò cura di te smettono i panni degli scrittori per diventare Giò e Filèmone in un dialogo epistolare davvero particolare incentrato sull'amore.

Gioconda, detta Giò, è una donna di 35 anni, la cui vita matrimoniale è da poco naufragata. Si ritrova così, sola e disperata, a vivere nella casa dei suoi adorati nonni, da poco morti, ma da sempre esempio dell'amore vero e fedele che lei avrebbe voluto vivere insieme a Leonardo. La notte di San Valentino, Giò trova in un vecchio cassetto una lettera di ringraziamento della nonna destinata al suo angelo custode. Per dare sfogo alla sua frustrazione, anche lei si cimenta nello scrivere un biglietto al suo fantomatico angelo. Piena di sarcasmo e speranze disilluse, Giò lascia la lettera nel cassetto della nonna credendo che poco o nulla di magico possa accadere. E invece l'angelo risponde e si presenta: Filèmone. E la rassicura «Avrò cura di te». 

Ti sei mai chiesta perché le corde suonano, Giò? Fanno resistenza alla pressione. E’ da quella resistenza che nasce la musica. Come nella vita: è dalla capacità di resistere alla pressione che nascerà la tua musica migliore.

Comincia così la corrispondenza tra l'Angelo e la custodita: ironica, commovente, romantica e riflessiva. Piano piano scopriamo la storia di Giò, la sua incapacità di fidarsi del prossimo, l'insicurezza in se stessa, l'incomunicabilità con il padre, la diffidenza verso le scelte della madre e l'incomprensione della vita extra coniugale dell'amica. E poi  c'è Leonardo, il problematico ex marito che Giò non è riuscita ad ascoltare e ad amare. 

I botta e risposta tra Giò e Filèmone sono stati per me illuminanti e ricchi di molti spunti di riflessione. Giò è la classica ragazza con molti dubbi sull'amore e sulla vita, per nulla convinta che qualcosa di bello possa capitarle. Sarà Filèmone, però, ricordando la sua esperienza di umano, a riportarla sulla giusta strada della felicità cercando di farle comprendere le sue debolezze e il suo valore.

Solo chi si vuole bene è capace di volerne anche al prossimo.

I colpi di scena non mancano, la trama è originale e lo stile veloce, stimolante e gioioso. La parte interpretata da Gramellini è forse quella più significativa e apprezzabile. Il suo modo di raccontare è candido, soave, senza giudizi, né luoghi comuni o frasi fatte. Forse c'è un'eccessiva sdolcinatezza di fondo, ma personalmente ha reso la mia lettura più positiva e benefica per l'umore. 
Avrete sicuramente capito che questo romanzo mi è piaciuto molto e che ve lo consiglio caldamente, sopratutto se siete in uno di quei momenti in cui avete bisogno di dolcezze e tenerezze! 

L’amore perfetto non esiste: quello reale è la somma di tante imperfezioni.

Ma c'è un però... devo ammettere che il finale mi ha un po' fatta trasecolare. Alla fine non ho sentito grande empatia con Giò, e la sua scelta finale ne è la prova perchè non mi sono riconosciuta per nulla nelle sue scelte. Comunque, Chiara Gamberale è stata una bella scoperta, così come Gramellini. Continuerò a seguirli!



Ogni essere umano è un eroe. E l'eroe combatte sempre per tornare a casa. Potrebbe restarci fin dall'inizio, ma l'intuito gli suggerisce che per amare le sue radici in maniera consapevole dovrà prima lasciarle, dimenticarle, addirittura rinnegarle, per poi iniziare a struggersi nel ricordo e, superata la prova della lontananza, decidere in piena libertà di farvi ritorno. Soltanto allora sarà in grado di apprezzare ciò che già possedeva, ma non era in grado di comprendere. Il tesoro che cerchi si trova dove sei, ma come faresti a saperlo se non andassi a cercarlo da qualche altra parte?













lunedì 27 febbraio 2017

recensione | LE VERGINI SUICIDE di Jeffrey Eugenides

Buon lunedì cari lettori!
Era da più di una settimana che non recensivo e la colpa è di questo libro che, finito di leggere già da un po', non riuscivo a scriverne un'opinione! Alla fine, qualcosa è venuto fuori. Spero solo che con questa opinione riesca a farvi capire se il romanzo sia di vostro gradimento oppure no! Andiamo al sodo!




Le vergini suicide ✦ di Jeffrey Eugenides ✦ 1° pubblicazione nel 1993 ✦ edito in Italia da Mondadori ✦ nel 2003 ✦ traduzione di Cristina Stella ✦ Genere: Narrativa contemporanea ✦ Pagine: 266 ✦ letto in formato ebook

SINOSSI
Un narratore "collettivo", voce di un gruppo di coetanei maschi, rievoca a vent'anni di distanza la vicenda delle cinque sorelle Lisbon, oggetto proibito della loro adolescenza, avvolte in un'aura di mistero che la tragica fine comune - si sono tutte tolte la vita nel breve spazio di un anno - ha fissato per sempre. Nella memoria di questi antichi, tenacissimi spasimanti, esse divengono il simbolo di una possibilità remota e perduta: l'irruzione di un fremito ignoto nel mondo tranquillo, ordinario, opprimente dell'America suburbana degli anni Settanta. Il libro segna l'esordio folgorante di uno scrittore poco più che trentenne, ma già padrone di uno stile e di un universo letterario affatto personali.





Un libro che comincia dalla fine:




La mattina che si uccise anche l’ultima figlia dei Lisbon (stavolta toccava a Mary: sonniferi, come Therese) i due infermieri del pronto soccorso entrarono in casa sapendo con esattezza dove si trovavano il cassetto dei coltelli, il forno a gas e la trave del seminterrato a cui si poteva annodare una corda. 




Le vergini suicide racconta l'ossessione di un gruppo di ragazzi , che 20 anni dopo, ricordano gli oggetti del loro desiderio adolescenziale, le 5 sorelle Lisbon. I ragazzi rivivono i tempi della scuola quando le sorelle, una ad una, si tolsero la vita nella loro casa paterna. Perchè un gesto tanto eclatante?

Nel corso della storia, i ricordi affiorano alla mente di molti personaggi che conobbero di persona le ragazze o che ebbero con loro pochi o rari incontri. Le testimonianze, raccolte dai ragazzi, ormai uomini, sono tante e tra loro tutte correlate, infatti solo grazie a queste riusciamo ad ottenere un quadro - quasi - completo sulla vita delle sorelle Lisbon. 

Dico quasi perchè, chi racconta non è un narratore onnisciente...tutt'altro. Per come vengono descritte, le 5 protagoniste femminili rimangono lontane dal lettore, come se fossero al di là di una finestra sempre chiusa impossibile da aprire. 
Difficile quindi interagire con loro: sono ormai passate a miglior vita e i flashback che le riportano tra i mortali, le descrivono come ragazze simili ad angeli, intoccabili ed inarrivabili. Persino i timidi compagni di classe non si sentono alla loro altezza. Per questo sviluppano quella sorta di morbosità che ci accompagna per tutto il libro.

Tuttavia, il non poter accedere direttamente alle ragazze non solo le allontana dalla nostra capacità di capirle, rendercele simpatiche/antipatiche, empatizzare con loro, ma impedisce anche di non comprendere a pieno il loro suicidio. Perchè le sorelle si sono tolte la vita? I narratori non danno risposta certa, ma riportano ciò che la gente del luogo pensava: una gioventù vissuta male, un tempo storico sbagliato, pensieri malvagi, una situazione familiare divenuta stretta, un modo per non vivere tempi peggiori.



 Con il passare del tempo la gente scordò i motivi personali che potevano averle indotte a quel gesto, le reazioni psicogene, i neurotrasmettitori carenti, per attribuire la loro morte alla capacità di prevedere la rovina. La gente ravvisava quella chiaroveggenza nello sterminio degli olmi, nella luce inclemente del sole, nel declino ininterrotto della nostra industria automobilistica.
  



Alla fine non resta che farsi una idea propria. Ma è proprio questo che vuole l'autore: Eugenides decide di sganciare subito la bomba dei suicidi e poi lasciare che la mente del lettore vada alla pazza ricerca di un capro espiatorio, un significato qualunque che spieghi perchè è successo. 
Alla fine, io stessa mi sono chiesta: «Ma questo romanzo vuole davvero raccontare qualcosa?». Risposta, non ne sono sicura! Lo scopo del libro manca un po' di senso, come un senso non si riesce a dare alle 5 vergine suicide! Forse questo è il collegamento?

Tutto il romanzo è impregnato da diversi riferimenti. Quello che più mi ha colpita è la reinterpretazione della Lolita di NabokovInfatti il personaggio di Lux, la sorella più desiderata e desiderabile (impersonata da una giovanissima Kristen Dunst nel film), simboleggia le principali ossessioni adolescenziali e la sessualità implicita, di cui tutto il romanzo è costituito. Un aspetto che rende ancora più tragica questa storia, che non posso non consigliarvi di leggere almeno una volta nella vita.

Lo stile dell'autore è stato interessante da scoprire. In alcune situazioni finali forse troppo descrittivo, ma principalmente molto incisivo e malinconico.  

Vi avverto, non è un libro che definirei capolavoro assoluto, ma a distanza di qualche giorno dalla fine della sua lettura, ho sentito che era una lettura obbligata. Un classico che rimarrà nella storia della letteratura proprio per questa sua drammaticità e inconsistenza pedagogica.








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