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venerdì 17 febbraio 2017

recensione | LA PARANZA DEI BAMBINI di ROBERTO SAVIANO

Buon venerdì a tutti!
Oggi ho proprio voglia di recensirvi un genere particolare, che su Gli Alberi ancora non aveva fatto la sua comparsa. Se conoscete Saviano sapete di quale letteratura parlo: il romanzo di formazione, o meglio, d'inchiesta. Queste sono le categorie che ho trovato in giro, ma a dire la verità non parlerei assolutamente di formazione, ma solo di narrativa d'inchiesta, quella attraverso la quale l'autore denuncia delle problematiche sociali di cui è stato testimone. È il primo libro di Saviano che leggo per intero. Gomorra l'ho iniziato e interrotto per 3 volte, complice lo stile che non mi trasmetteva molto. 
La paranza dei bambini, invece, nonostante non si discosti molto dal primo libro in quanto a stile, l'ho terminato in pochi giorni e ne sono rimasta molto colpita. Spero con la mia recensione di riuscire a trasmettervi le mie sensazioni e a descrivervi bene il carattere di questo romanzo! Non lo reputo troppo facile!



La paranza dei bambini ✦ di Roberto Saviano ✦ edito da Feltrinelli ✦ il 10 novembre 2016 ✦ Genere: Romanzo d'inchiesta ✦ Pagine: 347 ✦ letto in formato ebook 





SINOSSI
La paranza dei bambini è la storia di un gruppo di adolescenti decisi a conquistare Napoli. Un gruppo di fuoco – una paranza, appunto. Ragazzini che sfrecciando sugli scooter e sparando all’impazzata con pistole semiautomatiche e AK47 controllano strade e quartieri. Ragazzini che non hanno paura né del carcere né della morte, perché sanno che l’unica possibilità a loro disposizione è giocarsi subito la vita. “I soldi li ha chi se li prende, non chi sta ad aspettare che qualcuno glieli dia.” Paranza è nome che viene dal mare: sono “le barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce”. E come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare. Qui si racconta di ragazzini guizzanti di vita come pesci, di adolescenze “ingannate dalla luce”, e di morti che producono morti. Roberto Saviano dà vita a un grande romanzo di innocenza e sopraffazione: crudo, violento, senza scampo.







Questo genere di recensioni non le trovo semplici  scontate da scrivere, perchè vanno al di là della normale lettura che si può fare con altri romanzi come gli YA o NY o robe così. Per me, leggere romanzi contemporanei vuol dire passare il tempo in modo tranquillo e non troppo impegnato. Invece, quando leggo i saggi, o anche i classici, mi sforzo di comprendere bene ogni parola, perchè reputo questo genere di libri importanti per la mia crescita personale!
La paranza dei bambini è a metà tra il saggio e il commerciale. Infatti, nel parlarvene, voglio sicuramente analizzare personaggi, trama e stile narrativo, ma credo che sia sopratutto importante fare un discorso più generale della storia.

La paranza dei bambini non è altro che un gruppo di adolescenti che, attraverso azioni, pensieri e comportamenti, rivendicano un proprio legame con la camorra. Conosciamo così Nicolas e i suoi "sgherri", che cercano di farsi spazio nel mondo mafioso, che credono sia quello più giusto, più figo, più adatto a fare tanti soldi e subito.



Allora sei tu ‘o Maraja?
– Nicolas Fiorillo…
– Appunto, ‘o Maraja
è importante come ti chiamano. È più importante il soprannome del nome, lo sai?
Nicolas, nome d'arte 'o Maraja, vive nell'attesa di diventare il capo dei capi, il boss mafioso per eccellenza. La sua è una lunga strada, lo vede da sé. Nessuno può prendere sul serio un ragazzino di 16 anni con mire tanto alte. Tutti alla fine passano dall'essere una comune e giovane paranza: rapinare poveri commercianti rassegnati; possedere un'arma e usarla ogni tanto giusto per far vedere chi comanda; essere messo dietro le sbarre e poi uscire per passare la vita sotto qualche boss della zona che chiede il pizzo. Ma solo chi ammazza per davvero ha la stoffa del comandante.





Non ho mai visto nessun comandante che non ha fatto mai 'nu piezzo. 
Ti do un consiglio Marajà: il primo che ti dà fastidio, 
prendi e vallo a sparare, ma da solo.

Maraja, Briato’, Tucano, Dentino, Drago’, Lollipop, Pesce Moscio, Stavodicendo, Drone, Biscottino, ... Questa è la storia della loro educazione e della loro crescita: cruenta, spietata, feroce ma anche desiderata e ostentata. Non esiste il passaggio dall'infanzia al mondo degli adulti per questi ragazzi. Un giorno vanno a scuola e il giorno dopo usano le mitragliette su pedoni inermi, per poi ascoltare l'eco delle loro missioni al telegiornale.
Sparano alle teste di chi deve pagare per un errore commesso, ma poi abbracciano le fidanzatine guardando il cielo e sussurrando alle loro orecchie Ti amo fino alle stelle

Quella di Nicolas è un'ascesa violenta ma calcolata nei minimi dettagli. È lui che sprona la paranza a colpire sempre più nel centro della camorra per fare colpo sulle persone che contano. Ma arrivato in punta si comincia a scendere. La discesa è ripida e da lì non si torna più indietro. Un ragazzino non sa che questo è il perverso gioco della vita e che a pagare per gli errori commessi sono sempre coloro a cui si vuole bene.

Dopo essere arrivata alla fine del romanzo, non ho potuto dimenticare la storia di bambini che non conoscono infanzia, futuro, innocenza, spontaneità. La paranza dei bambini macchia l'idea generale d'infanzia. Sono rimasta scioccata e schifata dalla possibilità di una realtà sociale simile, ma sono anche riuscita ad immedesimarmi nell'ossessione di prevaricazione e aggressività tanto cara a Nicolas per la sua corsa al potere. Alla fine, non si possono amare personaggi del genere, ma se l'autore è bravo riesce comunque a creare un legame con il lettore. Con me ci è riuscito benissimo!

Ho adorato l'uso del dialetto: un modo particolare per creare un collegamento più saldo tra lettore e protagonisti. Luoghi e persone sono quasi per niente descritti; al contrario, lo sono i sentimenti, le emozioni e i pensieri dei personaggi. Quindi si viene a conoscenza di tutto ciò che passa per la testa dei ragazzi: perchè si comportano in determinati modi e il loro vero modo d'essere! Sono spietati, incoscienti e ingiusti, ma dietro alla loro corazza ci sono ragazzini come tanti, che amano giocare alla play, chiudersi in camera per parlare con un fratellino o inventarsi qualcosa di galante per le fidanzate. Sembra strano ma un po' ci si affeziona a loro. 

Lo stile di Saviano passa in secondo piano con una storia così, ma mi è piaciuto e lo consiglio perchè mi ha tenuta incollata al libro, ha trattato di temi importanti, che è bene conoscere, e toccato le corde giuste per apprezzarlo completamente!



Esistono i fottitori e fottuti, null'altro. Esistono in ogni posto e sono sempre esistiti. I fottitori da qualunque condizione cercano di avere un vantaggio, che sia una cena offerta, un passaggio gratuito, una donna da portar via a un altro, una gara da vincere. I fottuti in qualsiasi condizione prenderanno il peggio.








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